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Costruire
una cabina
doccia

Puntata 3/7
Lavorare il vetro, il materiale più antico

Fragile, durissimo e incorruttibile il vetro è tra i materiali più antichi inventati dall’uomo. Lavorarlo è una scienza che assomiglia ad un’arte.

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Come si costruisce una cabina doccia in vetro?
In questa puntata scopriremo come si mola il vetro, lo si fora e come viene serigrafato. Innanzitutto chiediamoci il perché della molatura. La risposta è semplice: vedete qui posso toccare il vetro, ma qui è tagliente come un rasoio! Per questo va molato. Un tempo si usava questa mola. Oggi il sistema è completamente automatizzato. La lastra entra nella molatrice ed esce perfettamente gestibile dal punto di vista della sicurezza. Purtroppo, non è possibile vedere l’utensile al lavoro perché la macchina è protetta da carter e pressori che ne garantiscono la sicurezza d’esercizio. La macchina impiegata è una molatrice rettilinea bilaterale. Come indica il suo nome, viene usata per la lavorazione di lastre di vetro con bordi rettilinei. Quando invece il profilo della lastra non è rettilineo, si usa una molatrice a pantografo.
Lo sapevate che ogni cabina doccia Vismaravetro può essere diversa da tutte le altre? Pensate, l’Azienda è in grado di offrire a listino ben 17 milioni di configurazioni diverse! Torniamo alla nostra lastra che ora affronta la foratura grazie all’impiego di una foratrice che lavora con un trapano a teste contrapposte. La foratura avviene in modo molto delicato operando sia dall’alto che dal basso. In questo modo si evita di scheggiare il vetro e si ottiene un taglio perfetto! Ecco il foro e l’espulsione delle piccole carote di vetro! I fori, inutile dirlo, sono perfetti!
Dopo ogni fase di lavorazione il vetro viene lavato ed asciugato affinché sia possibile verificare la qualità del prodotto e rendere nel contempo sicura la manipolazione successiva.
A proposito, tutta l’acqua impiegata nelle lavorazioni viene filtrata e nuovamente utilizzata. In tal modo, viene rilasciata nell’ambiente soltanto una piccola quantità d’acqua e per di più perfettamente pulita. La lastra, molata e forata, è ora pronta per una nuova lavorazione: la serigrafia. Ovviamente se il cliente l’ ha richiesta: vedete questo talloncino? Reca il codice che consente la tracciabilità di ogni lastra di vetro che entra nello stabilimento. In ogni momento, in ogni fase di lavorazione, è così possibile “tenere sotto controllo” l’avanzamento lavori … della doccia del signor Rossi o di quella della signora Smith. E di tutti gli altri clienti s’intende.

Se il cliente desidera una delle molti varianti serigrafiche disponibili, eccolo accontentato da questa apparecchiatura. Il telaio si posiziona sopra la lastra e distribuisce la vernice in modo uniforme rilasciandola nei punti dove è permeabile.
Dopo essere stata “dipinta”, la lastra viene trattata con il calore. Non è ancora una tempera vera e propria. Si tratta infatti di una essicazione a bassa temperatura che fissa la vernice e impedisce sbavature accidentali.
Terminata la breve asciugatura, la lastra viene lasciata invecchiare … come si fa con il vino prima di subire la tempera vera e propria.
A proposito, sarà la tempera l’argomento della prossima puntata.
Alla prossima!

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